#ticuntu…A la Cannilora Lu ‘nvernu è fora!

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. In Sicilia fino al 1600 era d’uso per le donne recarsi in un monte per purificarsi mediante l’abluzione della rugiada recitando la seguente litania:
Jamunínni a la muntagna,
C’è Maria ca n’accumpugna :
N’accumpagna stamatìna,
Ppi cuggírinì I’acquazzina.
L’acquazzlna è ‘na spunzèra;
Binirìcítini li pinzera;
L’acquazzina è ni la menta
Binirìcítini i sintimenta :
L’acquazzina è n’ ‘ê violi,
Binirìcítini li palorí;
L’acquazzina è ni li puma,
Binirìcítini la pirsuna,
L’acquazzina è ni li satri ,
Binirìcítini, bedda Matri;
C’è Lucífru ca ni ‘ntanta,
Binirìcítini, Matri Santa,
E, dopo aver recítata la lauda, s’inginocchiavano e, dìguazzando le mani per entro all’erbe stillanti di rugiada, snocciolavano un’ave, e si segnavano in fronte col dito umido; poi un’ altra avemaria, e un segno di croce sul petto, e finalmente una terza ave, e una croce sul labbro.
Secondo l’ uso e le antiche costituzioni richiamate in vigore dal sinodo siracusano del 1651, si faceva obbligo ai parroci di comperare a loro spese, benedire e distribuire ai propri parrocchiani le candele.
La candela che veniva benedetta in Chiesa durante la funzione sacra si conservava, come le palme benedette, per devozione, e non andava accesa se non al capezzale dei moribondi.
Per questo giorno corrono parecchie credenze e tradizioni. si ritiene che se farà ‘bel tempo per la Purificazione, non tarderà molto a cader neve abbondantissima :
Quantu lu Suli di la Cannilora vidi,
Tantu pinni copri di nivi.
In altri comuni si dice che, nevichi o piova, l’inverno non durerà quind’ìnnanzi più di quaranta giorni :
A la santa Cannilora
Si cci nivica o cci chjova
Quaranta jorna cci nn’è ancora
Ed in altri, e sono i più, dicesi che l’inverno è già finito :
A la Cannilora
Lu ‘nvernu è fora ..