#ticuntu… il Cigno Bellini

Il 23 settembre 1835 e precisamente 179 anni fa moriva a Puteaux, Francia, il grande compositore Vincenzo Bellini, catanese di nascita. Vorrei rievocare quell’anno e tutte le iniziative fatte in occasione della sua morte raccolte da documenti originali dell’epoca.
Alle ore 5 della sera muore a Puteaux Vincenzo Bellini. Al grande Catanese si rendono funebri onori a Parigi il 3 ottobre 1835 nella chiesa degli Invalidi: la gente intervenuta alla commovente funzione era numerosissima, i primi professori di musica della capitale v’intervennero. La messa fu eseguita con una precisione ammirabile; l’orchestra era guidata dal sig. Habeneck. Il Dies irae e il De Profundis furono eseguiti in falso bordone. Questi terribili e solenni cantici, detti con un complesso di voci con un insieme senz’esempio, hanno prodotto un’impressione profonda. Venne pure eseguito un Kyrie eleyson e un Pieu Jesu di Panseron, non meno che un Lacrymosa ridotto a quattro voci sopra il tema de’ Puritani :”Credea la misera”, cantato a quattro voci da Rubini, Lablache, Tarmburrini e Ivanoff. Nel trasporto del feretro dalla chiesa degli Invalidi al cimitero del Père-Lachaisc, reggono i cordoni Rossini, Cherubini, Paer e Carafa. Sulla tomba parlano Paer, Furnari, e il prof. Orioli che commuove tutti. Cherubini, sorretto da Auber e Halévy, piangendo , getta sulla fossa il primo pugno di terra. Al Pere-Lachaise , per pubblica sottoscrizione iniziata dal gran Pesarese , gli si eleva un monumento , disegnato, dall’ architetto francese Abele Blenat ed eseguito in marmo dallo scultore italiano Carlo Marocchetti. Si rendono funebri onoranze al sommo Maestro nelle principali città d’Italia.
1 Novembre 1835— Morto Vincenzo Bellini, il Decurionato catanese delibera di trasportare in patria le ceneri dell’ illustre musicista e di erigere un monumento al grande Cittadino, invitando tutte le città consorelle a concorrere all’ opera patriottica. Palermo e Messina vi si associano ; ma il governo borbonico, che in qualunque onesta aspirazione cittadina trova segni di aperta ribellione, si oppone e tutto finisce lì.
17 dicembre1835 — In Catania si celebrano nel gran tempio dì S. Niccolò l’Arena solenni funerali al sommo Catanese. Il tempio, nel cui centro sorge un maestoso catafalco, diretto dal valente pittore Giuseppe Rapisardi, è parato elegantemente a lutto. Le iscrizioni sono dettate dal giovane letterato , martire della libertà italiana, Salvatore Barbagallo Pitta. Per la mesta cerimonia scrive una stupenda messa di requie il dotto maestro di musica Salvatore Pappalardo.
18 dicembre 1835 — Al teatro Comunale si rappresenta la Norma, e uomini e donne, aristocratici e plebei accorrono vestiti a lutto. Nell’intermezzo tra il primo e il secondo atto, sulla scena, trasformata in cimitero d’ illustri catanesi emerge il monumento del Bellini con l’ iscrizione :
A
VINCENZO BELLINI CATANESE
CON LE SUE DOLCI ARMONIE
DE’ POPOLI INCIVILITI
DELIZIA
DEGL’ INFELICI ITALIANI
DEL SECOLO XIX
CONSOLATORE
LA PACE DE’ BUONI
La prima donna, rappresentando Catania, incorona di alloro il busto dell’ illustre concittadino.

Vincenzo Bellini

La tomba “abbandonata” francese

Tomba in Cattedrale a Catania