#ticuntu … Carmelo Salanitro e il 25/04/1945

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Oggi voglio ricordare questa giornata parlando di un collega, un insegnante, che morì il 25 aprile del 45 nelle camere a gas, solo perché aveva portato avanti i suoi ideali di libertà.
Nato a Adrano (Catania) il 30 ottobre 1884, morto a Mauthausen il 25 aprile 1945, professore. Nacque da una modesta famiglia artigiana; il padre, barbiere, riuscì con enormi sacrifici a mantenere agli studi i suoi cinque figli. Frequentò le scuole elementari e il ginnasio in Adernò, il liceo classico ad Acireale, dove nel 1912 conseguì la maturità con ottimi voti. Si laureò in lettere classiche presso l’Università di Catania il 10 dicembre 1919 e insegnò latino e greco al liceo classico di Adrano, Caltagirone ed Acireale. Di formazione liberale e di educazione cristiana, il giovane professore si occupò anche di politica e nel 1920 venne eletto consigliere provinciale, quale rappresentante del Partito Popolare di Adrano. Sposò l’insegnante Geraci dalla quale ebbe un figlio, Nicola. Nell’ottobre del 1934, vinto il concorso a cattedra, ritornò ad Acireale, come insegnante di latino e greco al suo liceo “Gulli e Pennisi”, dove rimase fino al 1937. Nel 1937 si trasferì a Catania, dove insegnò al Cutelli. Negli anni 1939-40,sconvolto dalla catastrofe della II guerra mondiale, portò avanti da solo una campagna propagandistica contro il nazismo e il fascismo, lasciando volantini nei locali pubblici, nelle cassette delle lettere, dentro lo stesso istituto e persino nei banchi degli alunni. In due volantini dattiloscritti si leggeva: ’’Catania 1940: Dio benedica le armi dei Belgi e degli Olandesi, che combattono in difesa della loro patria invasa’’; ’’Viva l’Italia, viva la libertà’’. Su segnalazione del suo stesso preside, Rosario Verde, fu arrestato e, giudicatolo colpevole, fu condannato a 18 anni di reclusione con la preclusione per tutta la vita all’ingresso ai pubblici uffici. Fu recluso nel carcere di Civitavecchia e poi in quello di Sulmona, dai quali scrisse toccanti lettere ai familiari. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Salanitro fu consegnato dalle autorità fasciste ai tedeschi e deportato prima in Germania, a Dachau, poi in Austria nel campo trincerato di S. Valentino e , infine, in quello di Mauthausen, dove venne ucciso nella camera a gas, la notte tra il 24 e 25 aprile 1945, la vigilia della liberazione italiana.
“Lo sai cos’è che mi dà la speranza? Lo vuoi sapere? Sono mia moglie e mio figlio che mi danno la speranza, e, anche se forse non potrò rivederli mai più, so che mi faranno compagnia nei miei sogni. Ma, soprattutto, se non vuoi impazzire qui dentro, pensa che il nostro sacrificio servirà ai giovani di domani che devono avere un avvenire migliore e più giusto!” – dialogo tra Camelo Salanitro e Nunzio di Francesco.

Il prof. Carmelo Salanitro con i suoi studenti del liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale negli anni trenta.

Un pensiero su “#ticuntu … Carmelo Salanitro e il 25/04/1945

  1. Diceva Brecht: “Fortunati i Popoli che non hanno bisogno di Eroi”. Noi siciliani, purtroppo, di Eroi come questo ne avremmo, ancora oggi, bisogno.

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