#ticuntu… 2 settembre 1840 nasciu Giuvannino Verga

I Verga Catalano erano una tipica famiglia di “galantuomini” ovvero di nobili di provincia con scarse risorse finanziarie, ma costretti a ben comparire data la posizione sociale. Insomma, il perfetto ritratto di una tipica famiglia uscita dai romanzi di Verga. Nella agiata famiglia Verga, come in quelle dello stesso ceto all’epoca, vigeva l’uso del maggiorasco per garantire l’integrità del patrimonio familiare con l’inevitabile corollario della monacazione forzata, riservata alle figlie che non potevano avere una dote sufficiente a maritarsi. Il rituale della monacazione, pressoché invariato dal Seicento, rappresentava una trasposizione mistica dello sposalizio con velo, anello e corona quali segni di conservazione della verginità e di fedeltà a Dio.
Non manca al quadro la lite con i parenti ricchi: le zie zitelle, le avarissime “mummie” e lo zio Salvatore che, in virtù del maggiorascato, aveva avuto in eredità tutto il patrimonio, a patto che restasse celibe, per amministrarlo in favore anche dei fratelli. Le controversie si composero probabilmente negli anni Quaranta e i rapporti familiari furono in seguito buoni come rivelano le lettere dello scrittore e la conclusione di un matrimonio in famiglia tra Mario, il fratello di Giovanni detto Maro, e Lidda, figlia naturale di don Salvatore e di una contadina di Tèbidi.